Città della Scienza: le Torri Gemelle d’Italia

Il rogo di Città della Scienza sembra aver bruciato le speranze di Napoli in un possibile futuro. Ma noi ci rifiutiamo di credere che la città e l’Italia tutta possano soccombere alla violenza e agli interessi della criminalità organizzata, diventare ostaggio di un singolo che succhia la linfa vitale e l’impegno alla crescita di tutti.
Siamo consapevoli che se la reazione internazionale di oggi si limiterà all’indignazione e ad una generica condanna Città della Scienza non rinascerà, o se rinascerà verrà bruciata una seconda volta. E’ necessaria la presa di coscienza che la camorra è profondamente infiltrata nel sistema paese, che sfrutta ogni spazio senza presidio civile, che si allea con tutti coloro che hanno interessi economici simili. Dubitiamo che un atto così grave e violento possa essere stato progettato e organizzato soltanto dai boss della camorra. Noi chiediamo con forza che venga fatta luce sui possibili intrecci tra la criminalità organizzata e le “zone grigie” della società, perché un atto del genere non può essere stato il frutto della sola mente dei boss.
Solo conoscendo ed eliminando le cause che hanno portato dei criminali a dare fuoco ad un luogo caro a tutti i napoletani, dedicato a formare il pensiero scientifico, simbolo unico della rinascita di un’ex area industriale per una volta sottratta agli interessi speculatori e alla cementificazione selvaggia, si potrà pensare a ricostruire con successo Città della Scienza.
Solo combattendo l’intersecarsi della malavita organizzata con la politica e l’economia si può fare di Città della Scienza il simbolo di una nuova Italia.

Chiediamo perciò:

1. chiarezza e giustizia: devono essere individuati e giudicati i colpevoli materiali. Devono essere individuati e giudicati i mandanti. Devono essere chiariti gli interessi criminali. Solo comprendendo CHI e PERCHE’ saremo sicuri che un’azione del genere non possa ripetersi.

2. riappropriazione del territorio: la criminalità organizzata è come l’acqua, si insinua dove trova il vuoto. L’area di Bagnoli, oltre 20 anni dopo la chiusura dell’ Italsider, è uno spazio nel quale non si è avviato quasi nulla di quanto programmato.

3. ricostruzione di Città della Scienza nella sua sede attuale, dove ancora esistono ed operano il Centro Congressi e il Teatro, senza valutare ipotesi di ‘deportazione’ verso luoghi altri quali l’ipotetico e non finito Palazzo Fuga.

Siamo convinti che bisognerà lavorare tutti insieme perché questa tragedia possa davvero essere l’occasione per riportare i cittadini a una partecipazione attiva e svincolata dalle logiche di appartenenza. Qui l’unica appartenenza che conta è quella a una comunità di persone, a un luogo, a una identità culturale. Per questo sarebbe opportuno che i cittadini fossero coinvolti da protagonisti e non da sudditi, per una volta. Che ognuno si assuma la sua responsabilità personale, senza più deleghe. L’eccesso di delega (associata al clientelismo di ritorno) è uno dei motivi dello sfascio attuale che ha consentito la degenerazione di tutto il sistema e l’infiltrazione dei clan nelle Istituzioni e nella politica. L’indignazione di questi giorni dovrà diventare la spinta per tutti per fare un passo avanti, per diventare cittadini attivi. Ripartiamo da qui. Trasformiamo questa rabbia in responsabilità, attiviamo processi di coscienza civica e civile. Solo così, con un nuovo protagonismo individuale e collettivo alla vita della comunità, senza più nascondersi dietro sigle o colori, solo così Napoli potrà rialzarsi.

E Città della Scienza rinascere.

I firmatari
Costanza Boccardi
Ettore de Lorenzo
Antonio Nocchetti
Marco Zatterin
Guido Ruotolo
Toni Servillo
Angelo Curti
Ciro Tarantino
Fabrizio Marignetti
Umberto Amato

Firma anche tu la petizione, manda una email a info@tuttiascuola.org con nome, cognome e la scritta “ADERISCO”