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Obbiettivo
dell'indagine che l'associazione "Tutti a Scuola" ha
condotto in 85 scuole paritarie di diverso ordine e
grado della città di Napoli era quello di fornire ai
genitori dei bambini disabili una informazione più ampia
riguardo la possibilità per i loro figli di utilizzare
la vasta offerta che le scuole paritarie offrono. Essendo trascorsi ormai 7 anni dalla legge 62 sulla
parità scolastica varata dal governo presieduto dall'on.
D'Alema e considerando la grande difficoltà dell'offerta
formativa e di integrazione che nella scuola pubblica
stanno vivendo gli alunni disabili e le loro famiglie,
ci è sembrato opportuno cercare nel territorio
metropolitano, quelle esperienze di scuola
dell'inclusione di cui hanno vitale bisogno i nostri
bambini. La ricerca si è svolta in un periodo di tempo di 16
giorni, dal 3 settembre al 18 settembre 2007 con i
genitori dell'associazione che hanno “provato” ad
iscrivere i loro bambini nelle 85 scuole paritarie della
nostra città. Abbiamo cercato, sperando di trovarle, scuole che
accoglievano i nostri bambini. Abbiamo cercato e trovato 18 scuole sulle 85 visitate
che rispondevano in modo affermativo alle nostre
richieste. Da queste scuole vorremmo partire, solo di queste scuole
oggi vorremmo parlare e vorremmo che di queste scuole
parlassero i giornalisti intervenuti. L'elenco delle scuole che alla nostra richiesta di
iscrivere il nostro bambino ha immediatamente risposto
in maniera affermativa è il seguente:
1. Bernadetta
2. Cedis
3. Coop. Padre Gaetano
Enrico
4. Dalla parte dei bambini
5. Domus pueri
6. Il cigno
7. Istituto figlie di Sant'Anna
8. Istituto Rossini
9. La Perla
10. Le villette
11. L'oasi del fanciullo
12. Madre del buon consiglio
13. Multicenter school
14. Nice global school
15. Nuovi orizzonti
16. Papa
Giovanni XXIII
17. Povere figlie della visitazione di Maria
18. Santa Maria
Maddalena
Nelle altre 67 scuole ci è stato opposto alla nostra
cortese richiesta di iscrizione un cortese rifiuto.
Talvolta questo rifiuto è apparso ai nostri genitori
imbarazzato perché interveniva dopo che avevamo
comunicato che si trattava di un bambino disabile,
talaltra è stato rappresentato da una disarmante
affermazione di inesperienza: “Sa, nella nostra scuola
non abbiamo mai avuto bambini disabili...”.
Ci sembra molto importante enfatizzare l'accoglienza
trovata nelle 18 scuole che hanno risposto
affermativamente al nostro tentativo di iscrizione e
solo di queste vorremmo parlare lasciando alla
sensibilità dei presenti ed alle responsabilità degli
stessi di tirare le conclusioni.
In tutte queste scuole, con sfumature diverse, i nostri
genitori hanno trovato un interlocutore, dal dirigente
al personale di segreteria, che hanno mostrato di
conoscere prassi che potevano migliorare la qualità del
tempo scuola del bambino disabile in alcuni casi anche
contattando
telefonicamente il provveditorato per reperire in tempi
rapidi l'insegnante di sostegno.
Un osservazione che balza immediatamente agli occhi di
chi legge è la presenza di istituti religiosi, che
rappresentano oltre il 50% delle scuole interpellate, in
numero equivalente a quello delle scuole laiche.
Lasciamo alla coscienza di chi ascolta, religiose e
religiosi cattolici, la risposta della mancata
accoglienza di un bambino nelle 40 scuole confessionali
napoletane.
Un altro aspetto rilevante è la disposizione
territoriale delle scuole che hanno accolto il nostro
bambino, è evidente la difficoltà ad iscrivere un
bambino disabile nelle scuole dei quartieri più agiati
economicamente della città di Napoli. Proprio di queste
zone le scuole hanno giustificato il rifiuto alla
iscrizione con l'alto numero di alunni per classe e
molto spesso i genitori sono stati invitati a rivolgersi
alla scuola pubblica più vicina (!). la considerazione
che scaturisce da questa nostra indagine
conoscitiva nelle scuole paritarie è da articolarsi a
più livelli e purtroppo non offre ottimismo alle
famiglie dei bambini disabili.
Il folclore nelle risposte delle 67 scuole napoletane
che talvolta informavano i nostri genitori che
l'insegnante di sostegno avrebbero dovuto pagarselo a
parte ed in prima persona, talaltra candidamente
asserivano di non sapere come comportarsi per ottenere
insegnanti specializzati perché non avevano mai avuti
“questi problemi” riflettono una realtà che come
associazione da anni denunciano nella scuola pubblica.
Invitiamo pertanto con grande determinazione i
professionisti dell'informazione a collaborare con i
nostri bambini che non sanno come chiedervi di aiutarli
ma soprattutto chiediamo che intervenga ad horas il
ministro della pubblica istruzione Fioroni per
approfondire quanto da noi rilevato.
Da tempo l'associazione che presiedo chiede di conoscere
attraverso i canali istituzionali i “numeri” dei
disabili, da poche ore siamo in possesso di un dato
assolutamente sconcertante che riguarda i disabili tra i
6 e 18 anni che non risultano all'interno delle scuole,
questi studenti evasori sono 1611 in Campania . Questo
dato, che ci viene fornito dal centro studi
dell'assessorato regionale all'istruzione della
Campania, si somma evidentemente agli oltre 22000 alunni
disabili della nostra regione.
A questi numeri la politica, la buona politica deve
rispondere.
Nel ringraziare tutti gli intervenuti e nel fornire loro
l'elenco completo delle 85 scuole paritarie visitate dai
genitori di "Tutti a Scuola" chiediamo ai rappresentanti
della scuola, del sindacato e della classe politica di
sollecitare un intervento, nelle competenze e con le
prassi specifiche di ciascuno, del ministero e
dell'ufficio scolastico regionale per contribuire a
sollevare il velo di indecente indifferenza alla
condizione degli alunni disabili nelle scuole paritarie
che la nostra indagine conoscitiva ha purtroppo,
miseramente evidenziato.
Grazie dell'attenzione e del tempo che ci avete
dedicato.
dr. Antonio Nocchetti
presidente associazione "Tutti a Scuola" onlus.
Napoli, 3 ottobre 2007
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