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Rendiconto 5 x mille anno 2008
Relazione descrittiva al rendiconto 5 x mille anno 2008

 


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Chi siamo

In un paese normale la associazione “Tutti a Scuola“ non dovrebbe esistere, in un paese normale nessun genitore di un ragazzo disabile dovrebbe, per garantire una qualità del tempo scuola accettabile, rivolgersi ai giudici del Tar.

Le note che seguono sono il frutto di anni di attività di ascolto, condivisione e lotte civili per i nostri figli.

Numero di alunni disabili e diagnosi
questo è il primo punto sul quale soffermarsi se si pensa seriamente a ricostruire la scuola dell'integrazione come delineato in modo eccellente dalla commissione Falcucci nel 1975. Tempo scuola, formazione e risorse erano i capisaldi di quel lavoro che a distanza di 36 anni mostra ancora intatta la sua efficacia.
Il 90% degli alunni disabili è affetto da un ritardo intellettivo e/o sensoriale associato, questo significa che va considerato un disabile grave. Se questo è vero e se gli alunni disabili superano le 202.000 unità nell' a.s. 2011/12 il numero di insegnanti specializzati deve essere almeno pari a quello di questi alunni.
Alunni disabili non gravi: anche qui bisognerebbe chiedersi che cosa si potrebbe fare incrementando il sostegno che potrebbe garantire al minore un effettivo recupero del gap di sviluppo e non ragionare al risparmio. 

Composizione delle classi (totalmente disatteso il DPR 81/09)

si chiede l'immediato scioglimento delle classi sovraffollate e si sottolinea che anche una indagine conoscitiva promossa dal MIUR evidenziò nello scorso anno oltre 5.500 classi illegalmente costituite a riprova di quanto essa rappresenta una emergenza nazionale. In modo chiaro si disponga:

1) Rispetto assoluto del principio che una classe con un alunno disabile grave può essere formata al massimo 20 alunni;
2) Rispetto del tetto massimo di alunni disabili che non potrà mai superare le due unità di cui uno con diagnosi di gravità;
3) In relazione a questi due punti andrebbe reinserita la norma, abrogata dal ministro Gelmini, che obbligava i dirigenti scolastici a richiedere nuove risorse in organico per ottenere lo sdoppiamento delle classi. Questo aspetto purtroppo contrasta in modo irreversibile con le politiche di contenimento della spesa pubblica che hanno visto i governi Berlusconi, Prodi, D'Alema e Berlusconi elevare progressivamente il numero di alunni per classe e ridurne il loro numero come si evince dai documenti ufficiali (es. la scuola in cifre) del MIUR. Purtroppo sulla struttura delle classi si gioca una importante partita per l'integrazione di un disabile e la associazione tutti a scuola ne è convinta in modo irriducibile.

Continuità didattica
questa criticità potrebbe essere affrontata e risolta dopo una proficua ricerca del consenso con tutti i sindacati della scuola determinando la obbligatorietà della continuità per l'intero ciclo scolastico dell'alunno disabile. Si tratterebbe in sostanza di realizzare una mini-rivoluzione copernicana nella quale il soggetto della scuola ridiventa il bambino e non il lavoratore.
Indispensabile anche stabilire, anche in questo caso, senza costi aggiuntivi, che la permanenza sul sostegno debba essere almeno di 15 anni, unica garanzia a salvaguardia della formazione, dell'aggiornamento e della stabilità dell'impegno dell'insegnante di sostegno.

Formazione per i dirigenti, gli insegnanti curricolari e di sostegno
va resa obbligatoria, questo rappresenta inevitabilmente un costo aggiuntivo ma la disabilità costa e se si vuole affrontare la sfida della scuola dell'integrazione occorre avere una classe politica all'altezza di questa sfida e non dei ministri che consentono incresciose possibilità di accesso all'insegnamento del sostegno come avvenuto con il ministro Moratti, Fioroni e Gelmini. Se si ha a cuore la scuola per i disabili si devono utilizzare risorse specializzate altrimenti le difficoltà, anche per la presenza di risorse numericamente esigue, diventano insormontabili per i bambini e le loro famiglie. Inefficace appare, come ultimamente proposto, l'idea di costruire un pool di super esperti formatori in quanto temiamo possa rappresentare un ulteriore de-responsabilizzazione della classe docente.

Determinazione organico
in questo la Corte Costituzionale (sentenza n. 80 di febbraio 2010) ha sancito la necessità di assegnazione delle ore di sostegno sula base delle “effettive esigenze dell'alunno” . Anche i TAR stanno proficuamente collaborando con migliaia di ordinanze sempre più puntuali nelle quali si segnala la necessità di definire (come da legge 104/92) da parte da parte delle scuole dei P.E.I. precisi che prevedano sempre un effettivo coinvolgimento dei soggetti istituzionali previsti dall'ordinamento (famiglia, scuola, asl, centri).
Secondo le rilevazioni del centro studi dell'associazione tutti a scuola, considerati gli alunni disabili con diagnosi di gravità iscritti nel corso del corrente anno scolastico, mancano all'appello oltre 65.000 insegnanti di sostegno dei quali 6.800 in Campania e purtroppo anche questo rappresenta un costo aggiuntivo.

Barriere architettoniche
è superfluo ricordare che oltre il 60% delle scuole italiane, in Campania il dato riguarda oltre il 75% , risulta inaccessibile per un bambino con problemi motori. Il ritardo dello Stato italiano è ancora più grave se facciamo riferimento alle dichiarazioni che l'allora commissario della protezione civile Bertolaso fece riguardo la inagibilità statica (!) della maggioranza delle scuole italiane per le quali sono stati più volte annunciati piani di edilizia scolastica mai realizzati.

Assistenza igienica
vanno resi obbligatori e non affidati alla disponibilità volontaria i corsi di formazione per i collaboratori scolastici come da articoli 47 e 48 del CCNL del 29/11/07; la qualità del tempo scuola per un alunno disabile non è indipendente dalla sua possibilità di andare in bagno o mangiare con i suoi compagni.

Assistenti alla autonomia e comunicazione
si determini con la corrispondente copertura finanziaria quanto previsto dall'articolo 13 comma 3 della legge 104/92, questa riguarda gli enti locali i quali (ricorda il pensiero di Don Milani) disattendono nella quasi totalità questo adempimento. La città di Napoli ne ha uno soltanto con una popolazione di oltre 10.000 alunni disabili. In questo ambito una azione sinergica sarebbe auspicabile ma senza risorse temo che tutto si risolverebbe in un ennesimo provvedimento “spot”che potrebbe riguardare pochissimi bambini.

Didattica ed organi collegiali
vanno richiamati i dirigenti scolastici alla sentenza della Corte Costituzionale e alle ordinanze dei Tar che reclamano GLH e PEI nei tempi giusti e con modalità appropriate, questo può realizzarsi senza costi aggiuntivi e potrebbe avere una ricaduta senz'altro positiva per molti alunni disabili.



Tutti a Scuola - ONLUS
Tel. 335-8724337 / 333-8438669