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In un paese normale la
associazione “Tutti a Scuola“ non dovrebbe esistere,
in un paese normale nessun genitore di un ragazzo
disabile dovrebbe, per garantire una qualità del tempo
scuola accettabile, rivolgersi ai giudici del Tar.
Le note che seguono sono
il frutto di anni di attività di ascolto, condivisione e
lotte civili per i nostri figli.
Numero di alunni disabili
e diagnosi
questo è il primo punto
sul quale soffermarsi se si pensa seriamente a
ricostruire la scuola dell'integrazione come delineato
in modo eccellente dalla commissione Falcucci nel 1975.
Tempo scuola, formazione e risorse erano i capisaldi di
quel lavoro che a distanza di 36 anni mostra ancora
intatta la sua efficacia.
Il 90% degli alunni
disabili è affetto da un ritardo intellettivo e/o
sensoriale associato, questo significa che va
considerato un disabile grave. Se questo è vero e se gli
alunni disabili superano le 202.000 unità nell' a.s.
2011/12 il numero di insegnanti specializzati deve
essere almeno pari a quello di questi alunni.
Alunni disabili non
gravi: anche qui bisognerebbe chiedersi che cosa si
potrebbe fare incrementando il sostegno che potrebbe
garantire al minore un effettivo recupero del gap di
sviluppo e non ragionare al risparmio.
Composizione
delle classi (totalmente disatteso il DPR 81/09)
si chiede l'immediato
scioglimento delle classi sovraffollate e si sottolinea
che anche una indagine conoscitiva promossa dal MIUR
evidenziò nello scorso anno oltre 5.500 classi
illegalmente costituite a riprova di quanto essa
rappresenta una emergenza nazionale. In modo chiaro si
disponga:
1) Rispetto
assoluto del principio che una classe con un alunno
disabile grave può essere formata al massimo 20 alunni;
2) Rispetto del
tetto massimo di alunni disabili che non potrà mai
superare le due unità di cui uno con diagnosi di gravità;
3) In relazione a
questi due punti andrebbe reinserita la norma, abrogata
dal ministro Gelmini, che obbligava i dirigenti
scolastici a richiedere nuove risorse in organico per
ottenere lo sdoppiamento delle classi. Questo aspetto
purtroppo contrasta in modo irreversibile con le
politiche di contenimento della spesa pubblica che hanno
visto i governi Berlusconi, Prodi, D'Alema e Berlusconi
elevare progressivamente il numero di alunni per classe
e ridurne il loro numero come si evince dai documenti
ufficiali (es. la scuola in cifre) del MIUR. Purtroppo
sulla struttura delle classi si gioca una importante
partita per l'integrazione di un disabile e la
associazione tutti a scuola ne è convinta in modo
irriducibile.
Continuità
didattica
questa
criticità potrebbe essere affrontata e risolta dopo una
proficua ricerca del consenso con tutti i sindacati
della scuola determinando la obbligatorietà della
continuità per l'intero ciclo scolastico dell'alunno
disabile. Si tratterebbe in sostanza di realizzare una
mini-rivoluzione copernicana nella quale il soggetto
della scuola ridiventa il bambino e non il lavoratore.
Indispensabile
anche stabilire, anche in questo caso, senza costi
aggiuntivi, che la permanenza sul sostegno debba essere
almeno di 15 anni, unica garanzia a salvaguardia della
formazione, dell'aggiornamento e della stabilità
dell'impegno dell'insegnante di sostegno.
Formazione per
i dirigenti, gli insegnanti curricolari e di sostegno
va resa
obbligatoria, questo rappresenta inevitabilmente un
costo aggiuntivo ma la disabilità costa e se si vuole
affrontare la sfida della scuola dell'integrazione
occorre avere una classe politica all'altezza di questa
sfida e non dei ministri che consentono incresciose
possibilità di accesso all'insegnamento del sostegno
come avvenuto con il ministro Moratti, Fioroni e
Gelmini. Se si ha a cuore la scuola per i disabili si
devono utilizzare risorse specializzate altrimenti le
difficoltà, anche per la presenza di risorse
numericamente esigue, diventano insormontabili per i
bambini e le loro famiglie. Inefficace appare, come
ultimamente proposto, l'idea di costruire un pool di
super esperti formatori in quanto temiamo possa
rappresentare un ulteriore de-responsabilizzazione della
classe docente.
Determinazione
organico
in questo la
Corte Costituzionale (sentenza n. 80 di febbraio 2010)
ha sancito la necessità di assegnazione delle ore di
sostegno sula base delle “effettive esigenze
dell'alunno” . Anche i TAR stanno proficuamente
collaborando con migliaia di ordinanze sempre più
puntuali nelle quali si segnala la necessità di definire
(come da legge 104/92) da parte da parte delle scuole
dei P.E.I. precisi che prevedano sempre un effettivo
coinvolgimento dei soggetti istituzionali previsti
dall'ordinamento (famiglia, scuola, asl, centri).
Secondo le
rilevazioni del centro studi dell'associazione tutti a
scuola, considerati gli alunni disabili con diagnosi di
gravità iscritti nel corso del corrente anno scolastico,
mancano all'appello oltre 65.000 insegnanti di sostegno
dei quali 6.800 in Campania e purtroppo anche questo
rappresenta un costo aggiuntivo.
Barriere
architettoniche
è superfluo
ricordare che oltre il 60% delle scuole italiane, in
Campania il dato riguarda oltre il 75% , risulta
inaccessibile per un bambino con problemi motori. Il
ritardo dello Stato italiano è ancora più grave se
facciamo riferimento alle dichiarazioni che l'allora
commissario della protezione civile Bertolaso fece
riguardo la inagibilità statica (!) della maggioranza
delle scuole italiane per le quali sono stati più volte
annunciati piani di edilizia scolastica mai realizzati.
Assistenza
igienica
vanno resi
obbligatori e non affidati alla disponibilità volontaria
i corsi di formazione per i collaboratori scolastici
come da articoli 47 e 48 del CCNL del 29/11/07; la
qualità del tempo scuola per un alunno disabile non è
indipendente dalla sua possibilità di andare in bagno o
mangiare con i suoi compagni.
Assistenti alla
autonomia e comunicazione
si determini
con la corrispondente copertura finanziaria quanto
previsto dall'articolo 13 comma 3 della legge 104/92,
questa riguarda gli enti locali i quali (ricorda il
pensiero di Don Milani) disattendono nella quasi
totalità questo adempimento. La città di Napoli ne ha
uno soltanto con una popolazione di oltre 10.000 alunni
disabili. In questo ambito una azione sinergica sarebbe
auspicabile ma senza risorse temo che tutto si
risolverebbe in un ennesimo provvedimento “spot”che
potrebbe riguardare pochissimi bambini.
Didattica ed
organi collegiali
vanno
richiamati i dirigenti scolastici alla sentenza della
Corte Costituzionale e alle ordinanze dei Tar che
reclamano GLH e PEI nei tempi giusti e con modalità
appropriate, questo può realizzarsi senza costi
aggiuntivi e potrebbe avere una ricaduta senz'altro
positiva per molti alunni disabili. |